CinemaNews

Ariaferma: quando il carcere unisce

In attesa della prossima uscita nelle sale cinematografiche che avverrà il prossimo 14 ottobre 2021 ecco una bella recensione sul film Ariaferma. Una pellicola drammatica con la regia di Leonardo di Costanzo e la partecipazione di attori importanti come Toni Servillo e Silvio Orlando, distribuito da Vision Distribution.

Toni Servillo e Silvio Orlando: due figure ambigue, diversi ma uguali.

Per la prima volta protagonisti in un film con un tema così importante, due mostri sacri del cinema italiano, Toni Servillo nel ruolo di Gaetano Gargiulo e Silvio Orlando nel ruolo del pregiudicato Carmine La Gioia. Interessante la trama e tutti i risvolti che vedranno questi due attori avvicendarsi in un percorso che poi si rivelerà inaspettato.

Il carcere in cui si svolge la storia è un edificio che dovrà essere dismesso, per cui tutti i carcerati sono in attesa di essere trasferiti in un nuovo penitenziario. Rimasti in pochi e in attesa di un trasferimento che sembra tardare si esimeranno dal rispettare le regole standard, creando un po’ di scompiglio e riunendosi in una nuova comunità. Il carcere come rispetto delle regole non avrà più valore per questi casi umani ormai disperati.

Presentato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia

Il film Ariaferma è stato presentato al Festival di Venezia 2021 nella sezione Ufficiale Fuori Concorso. Le riprese del film Ariaferma sono iniziate il 12 novembre 2020 in un vero carcere anche se ormai non in uso, quello di San Sebastiano di Sassari. Il film ha partecipato alla 78esima Mostra del Cinema di Venezia. Assistere a questa proiezione è stato davvero molto emozionante, il film è drammatico e all’inizio può sembrare un po’ pesante come visione, ma pian piano la storia si compone e si delinea un quadro completo: la convivenza di detenuti e carcerieri in un ambiente ormai abbandonato e fuori controllo.

Non ci sono più i servizi essenziali, l’intero edificio è lasciato al caso e in stato pietoso; gli ambienti destinati alle cucine sono stati chiusi e resta solo una piccola area con delle celle ancora in funzione che ospitano una ristretta cerchia di detenuti. Personalità diverse si intrecciano durante la storia, uomini disperati e consumati dalla vita reclusa, ormai stanchi che vivono nell’attesa di essere trasferiti. Le istituzioni sono disinteressate alla situazione in corso e non è stata fissata una data di trasferimento, l’assenza di comunicazioni in merito destabilizza tutti i detenuti e impaurisce le guardie rimaste in poche che hanno paura di una ribellione.

Le regole in un carcere senza regole

I detenuti iniziano a chiedere i loro diritti, a rifiutare il cibo con lo sciopero della fame e a chiedere di voler ristabilire le visite con gli ospiti esterni che la direzione ha sospeso causa trasferimento.

Qui entra in scena l’ispettore Gaetano, Tony Sorvillo, che dovrà trovare una soluzione alternativa per continuare a mantenere l’ordine in un ambiente difficile e senza nessun aiuto dall’esterno. La sua capacità di interagire con i detenuti, ascoltando le loro richieste e scendendo anche a compromessi con loro anche senza l’approvazione dei colleghi, salverà la vita di tutti. Proprio tra lui e La Gioia, un detenuto molto scaltro e rispettato da tutti si creerà un rapporto più intimo che nonostante l’austerità dell’ispettore porterà grazie a varie vicende ad accorciare le distanze tra le due figure antagoniste. Il film sembra mostrare un messaggio chiaro, siamo tutti uomini, buoni e cattivi, ma davanti ad un piatto di pasta tutti uguali e legati ad uno stesso bisogno primario.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *