Economia

Innovazione Sociale: la vera sfida sarà quella della riconversione del capitale umano

Innovazione Sociale: in un periodo in cui stiamo attraversando la quarta rivoluzione industriale, lo studio non è mai abbastanza. Tutti gli strumenti web devono necessariamente far parte dell’inflazione sociale in grado di svilupparsi grazie alla trasformazione digitale.

Ma cosa si intende per innovazione sociale, sentiamo spesso parlare di questo termine, ma non sempre è facile capire cosa si esso significhi, spesso è usato in modo generalista per descrivere l’impatto della tecnologia nella società. Dobbiamo iniziare a proiettarci verso un futuro ormai alle porte e vedere la trasformazione digitale come un benessere per la società. Senza paura di interagire con le nuove tecnologie, prendiamo il caso dei droni che sono entrati nell’immaginario collettivo con un certo scetticismo suscitando specialmente nella gente comune un pò di timore per la paura di non essere più al sicuro, di essere sempre in qualche modo controllati nella propria quotidianità.

Una mancanza di privacy che scatena forti reazioni sociali. Se si pensa che proprio in Ruanda l’uso dei droni è diventato importantissimo a livello civile per aiutare le popolazioni povere che non hanno niente. Si stravolge l’idea del drone come mostro e si identifica come eroe. Grazie alla nascita di una start up, qui i droni aiutano il trasporto dei campioni medici, del sangue e dei medicinali venendo incontro alla mancanza di infrastrutture sanitarie. L’altra faccia della medaglia.

Drone Tech Festival Il Foglio

Tech Festival: investire e puntare sui quattro pilastri della formazione avanzata

Tech Festival, il Foglio, Venezia, convegno sull’innovazione sociale e le nuove tecnologie. A livello europeo bisogna quindi investire nell’innovazione sociale per far in modo che diventi alla portata di tutti. Ogni singola azienda anche se piccola possa creare le basi per proporre nuovi servizi e prodotti digitali. Investire e puntare sui quattro pilastri della formazione avanzata, sulle istituzioni dei singoli Stati, sulle università, sugli istituti di ricerca tecnologica  e soprattutto sulle infrastrutture, ancora carenti in molte zone del mondo.

L’obiettivo è fare impresa per dare innovazione sociale e creare lavoro per il cittadino. L’Istat continua a dirci che l’Italia è un paese che sta invecchiando, che ha poche nascite e che prevede in futuro molte persone oltre i sessant’anni d’età.

Allora bisogna sfruttare quella tecnologia adeguata che un domani potrebbe servire ad offrire servizi a questa utenza che ne ha necessità. E’ necessario trasformare la tecnologia in un’opportunità sociale partendo dalla robotica, e dall’intelligenza artificiale.

Google Tech Festival il Foglio

La 5 G, le biotecnologie e la robotica

La ricerca transnazionale deve essere al centro del dibattito politico, vista come un settore a cui dedicare forti investimenti. Non deve essere vista come una minaccia, le biotecnologie, la robotica possono salvarci, ma per farlo hanno bisogno di investimenti, in ricerca, competenze e infrastrutture dedicate. Ed ecco perchè bisogna guardare con occhio attento alle nuove tecnologie, alla 5G che ci permetterà di scambiare dati alla velocità di 10 Gbps rispetto all’attuale 1 Gbps. Ad incrementare il numero di data center in Italia, considerato che siamo i penultimi in Europa, sia come infrastrutture sia come competenze.

Il numero di laureati in tecnologia è sempre inferiore rispetto, ad esempio al numero di laureati in campo giuridico, anche se è chiaro che quel mercato ormai è saturo e non offre più nulla a livello di prospettive lavorative. E quindi, bisogna invertire questa tendenza, puntare sulla formazione tecnologica. Bisogna dirigere le menti dei nostri giovani verso i settori di punta tecnologici che possano creare loro un futuro con un ritorno importante per la nostra società.

Vodafone Tech Festival 5 G

La trasformazione dei processi produttivi: come Zalando, Booking e Spotify

Puntare quindi sulla robotica, perchè la tecnologia non deve essere vista come un’ antagonista dell’industria italiana, ma come un salvagente a cui aggrapparsi al più presto possibile. Da qui a cinque anni tutte le piccole e medie aziende dovranno trasformarsi. Tutte le aziende dovranno integrare l’innovazione nei loro processi produttivi, altrimenti resteranno indietro e non riusciranno ad affrontare i mercati che cambieranno. Se questo non accadrà si ritroveranno nelle stesse identiche condizioni della crisi del 2008. Bisognerà quindi agire ed essere più forti. Iniziare oggi a costruire, ci sono due modi per affrontare il futuro, subirlo o costruirlo. Bisogna cambiare la nostra concezione culturale e non guardare più con sospetto il nostro vicino di casa, perché cambiando la cultura cambiamo noi stessi.  Bisogna creare un industria digitale europea, partendo da ciò che esiste oggi, realtà più o meno importanti come Zalando Booking, Spotify sono aziende europee nate nell’industria tecnologica e dimostrano che anche qui possono nascere dei competitor a livello mondiale con i giganti del settore come Amazon.

Google Tech Festival Il Foglio

La vera sfida sarà quella della riconversione del capitale umano

E se Bill Gates ha cambiato il mondo mettendo i dati a disposizione di tutti, bisogna creare una potenza digitale anche in Europa perchè si può e si deve creare un futuro digitale. C’è bisogno di uno sforzo culturale e di tante competenze. Bisogna cambiare la mentalità delle aziende e aprire i loro occhi. I mercati cambiano, gli imperi tecnologici si trasformano e bisogna essere pronti ad affrontare tale cambiamento. Non bisogna avere paura del futuro, o lo si affronta o ci si nasconde mettendo la testa sotto la sabbia.

Il digitale non è più un settore, ma è diventato un fattore sociale. Guardare quindi al futuro con l’occhio che l’innovazione oggi in mani di pochi nel giro di cinque anni diventerà accessibile a tutti e la concorrenza sarà spietata. Gli accessi alla rete passeranno da 3 miliardi e mezzo a 5 miliardi e in un futuro non lontano a 25 miliardi; l’Italia sfrutta solo il 10% delle risorse tecnologiche che ha, gli USA il 18%, c’è tanto da lavorare. La vera sfida sarà quella della riconversione del capitale umano.

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